No Cap sbarca in Olanda, nell’Utrecht University

A F R I C A N    M O B I L I T I E S A G R O M A F I A S   AND F O O D   S U S T A I N A B I L I T Y   IN   ITALY

Guest Speaker: Yvan Sagnet – Writer, Activist and Founder of NoCap  (Nogangmaster org)

In conversation with Annalisa Butticci (Utrecht University) e Cristina Grasseni (Leiden University)

Il 12 e il 13 giungo Yvan Sagnet incontrera’ ‘gli studenti di antropologia della mobilita’ e delle migrazioni e i docenti del dipartimento di antropologia dell’Universita’di Utrecht

L’invito a Yvan Sagnet nasce dalla volonta’ di aprile un dialogo tra ricercatori e operatori di settore sulle politiche economiche che definiscono la contemporanea mobilita’ globale, la lotta per i diritti di cittadinanza e sostenibilita’.

Gli eventi che coinvolgono Yvan Sagnet chiudono il ciclo di 8 lezioni tenute da Annalisa Butticci sui diversi regimi di mobilità e immobilità forzata e volontaria che si sono susseguiti nella storia. Pensate come critica alla dominante narrativa allarmistica della “crisi migratoria” globale, le lezioni forniscono strumenti critici di lettura e analisi delle politiche economiche e delle gerarchie sociali che facilitano la mobilità di alcuni e bloccano o rendono mortale la mobilità di altri. L’esperienza e i risvolti della mobilita’di Yvan Sagnet sono dunque di peculiare importanza.

Yvan Sagnet  è stato parte della sempre più numerosa mobilità studentesca che nel 2016 registra 5 milioni di studenti di cui solo l’8% viene dell’Africa.  La sua mobilità viene presto ridefinita dagli eventi che lo portano nel sud Italia, in Puglia dove, da studente internazionale in Italia, diventa il simbolo di una lotta contro il caporalato dalla quale scaturisce la prima legge italiana contro il caporalato.

Da questa esperienza di lotta e’ partito un lavoro incessante che ha coinvolto un team di persone unite da un progetto etico di giustizia sociale, diritti, dignità e sostenibilità. Questo progetto, materializzatosi nell’Associazione Nocap, ha un importante valore sociale, economico e politico che pone in discussione diverse assetti di potere sociale. Ma non solo. Questo progetto sovverte anche la narrativa coloniale e neoliberale che continua a proporre l’immagine dell’Africa come il continente dalle popolazioni sempre troppo mobili e vulnerabili, in costante bisogno di essere salvate dall’occidente, culla di democrazia. Nel caso di Yvan e Nocap, non sono gli occidentali che salvano gli africani, ma un gruppo di africani che intervengono con forza nella lotta per i diritti di tutti i lavoratori, africani e italiani compresi. E’ un affondo, quello di Yvan Sagnet, che tocca precedenti mai visti nella storia della lotta al caporalato in Italia.

L’esperienza di Yvan Sagnet e il progetto Nocap sono esempi peculiari da cui e’ possibile estrarre un modello di democrazia dal basso e di sostenibilitá replicabili anche altrove. Per un dipartimento di antropologia attento a dinamiche di conflitto politico ed economico, mobilita’ e sostenibilita, che forma futuri antropologi, operatori di settore e attivisti, l’incontro con Yvan Sagnet e Nocap e’ un occasione di studio, riflessione e progettualita’ formativa.

Yvan Sagnet presenterà il suo lavoro a conclusione del ciclo di lezioni di antropologia della mobilita’ e dell’immigrazione e in un seminario con Annalisa Butticci e Cristian Grasseni, quest’ultima docente di antropologia ed esperta di cibo, sostenibilità e cittadinanza.

Annalisa Butticci è docente di antropologia culturale all’Università di Utrecht. Si occupa di mobilità e immigrazione, diaspore africane in Europa, colonialismo, religioni tradizionali e cristianità in Africa occidentale. Ha condotto ricerca in Italia, Nigeria, Ghana e Stati Uniti.

By | 2017-06-12T18:08:14+00:00 giugno 11th, 2017|Rassegna Stampa|0 Comments

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