Presentati i progetti NOCAP all’Ambasciata del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord a Roma ( 06-10-2017)

L’Ambasciata del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord a Roma In data 6 ottobre 2017, ha invitato NoCap a partecipare ad un incontro sulla riduzione in schiavitù , nella persona di Yvan Sagnet e delle avvocate Paola Pietradura e Giulia Heuser. L’Ambasciatore e tutto il suo staff hanno voluto approfondire la questione del caporalato, la storia di Yvan ed, in particolare, il passaggio dalla protesta alla proposta.

La prima parte dell’evento è stata dedicata agli interventi di Yvan, Paola e Giulia. Sono seguite domande di approfondimento da parte del pubblico che includeva rappresentanti della magistratura inglese, delle forze dell’ordine, della Commissione Europea, di altre ambasciate tra cui quella Neozelandese e Rumena, dell’O.I.M, del Parlamento Italiano.

 

Yvan ha rappresentato la nascita del movimento di lotta e contrasto al caporalato e le principali tappe di evoluzione di tale lotta. Ha reso chiaro quali sono le basi su cui poggiano le azioni e le proposte attuali di NoCap, tra cui, in particolare, la promozione del marchio NOCAP e il sostegno agli enti locali che intendono attuare azioni di contrasto al fenomeno del caporalato e di tutti i problemi ad esso strettamente legati (diffusione di ghetti, sfruttamento sessuale, lavoro minorile, condizioni di salute personali e collettive ecc).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Yvan con il suo intervento ha raccontato come in Italia ci siano circa 1.200.000 lavoratori  impegnati nel settore dell’agricoltura e dell’industria agroalimentare. Di questi, circa 430.000 sono vittime di caporalato e grave sfruttamento. Un esercito di sfruttati che si allarga ad oltre 800.000 se prendiamo in considerazione altri fenomeni di sfruttamento di cui sono vittime i braccianti. In effetti il caporalato è un fenomeno importante ma solo accessorio al sistema generalizzato di sfruttamento e di sospensione dei diritti che conosce l’attuale mercato del lavoro in agricoltura e non solo.

NOCAP nasce quindi come risposta strutturale a un problema strutturale, si potranno finalmente affrontare  le dinamiche interne del mercato del lavoro , e migliorare gli  impegno del governo e degli enti territoriali con una visione  legata alle dinamiche internazionali.

In effetti il caporalato è funzionale a un sistema globalizzato che si nutre di tutta una serie di disfunzioni  normative e legali per trarne vantaggi di ogni natura. Siamo nell’era della massimizzazione dei profitti sulla pelle dei più vulnerabili.

Su questo ultimo aspetto NOCAP intende essere uno strumento di controllo e di gestione di tutti i processi produttivi sia  nell’ambito economico, sociale che ambientale.”

 

 

 

L’avvocata Paola Pietradura ha illustrato il sistema di valutazione multicriteri su cui si basa il marchio NOCAP, utile a certificare la virtuosità delle aziende agricole, soffermandosi sull’esposizione dei singoli criteri: Etica nei rapporti di lavoro; Decarbonizzazione; Filiera virtuosa e trasparente; Biologico, economia circolare e rifiuti; Valore aggiunto sui prodotti e Trattamento etico ed umano degli animali.”

L’avvocata Giulia Heuser ha elencato le misure che possono essere applicate da amministratori comunali o regionali che intendono partecipare attivamente al superamento del fenomeno del caporalato. Tali misure nascono dall’esperienza di comuni virtuosi in Italia e dallo studio dell’Ufficio legale di NoCap. Rappresentano una base che può essere adattata e adottata anche in comuni fuori dall’Italia.

Le domande dal pubblico si sono concentrate sul sostegno a NoCap ricevuto fino ad oggi ricevuto dalle forze politiche in Italia; sulla partecipazione di imprese o consorzi di imprese al progetto del marchio NoCap; sul lavoro minorile in agricoltura; su i criteri del marchio.

Il Direttivo della Associazione NO Cap e il suo presidente Yvan Sagnet ringraziano l’ambasciatore britannico Jill Morris e il pubblico di eccellenza per questo evento a noi interamente dedicato, ringraziamo i giornalisti e i funzionari delle Nazioni Unite e  rappresentanti della magistratura inglese, delle forze dell’ordine, della Commissione Europea, di altre ambasciate tra cui quella Neozelandese e Rumena, dell’O.I.M, del Parlamento Italiano per la’ttenzione e gli stimoli e gli apprezzamenti che si sono manifestati, certamente è un grande stimolo a proseguire.

 

By | 2017-10-18T15:06:32+00:00 ottobre 6th, 2017|Rassegna Stampa|0 Comments

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