Prendiamo atto con soddisfazione del fatto che il Ministro delle politiche agricole e forestali Maurizio Martina ha convocato per l’8 novembre prossimo presso il Minpaaf un tavolo d’incontro sull’etichettatura dei prodotti derivati dal pomodoro e sulla trasparenza della filiera al quale parteciperanno oltre alle organizzazioni sindacali di categoria alcuni operatori della distribuzione e della trasformazione agroalimentare.

Constatiamo che questo incontro fa seguito alle numerose denunce della stampa nazionale e internazionale scaturite dall’inchiesta della procura di Lecce in relazione al decesso nel 2015 del bracciante sudanese Muhamed Abdullah nel campo di pomodori di proprietà dell’imprenditore Giuseppe Mariano rinviato a giudizio per omicidio colposo e caporalato insieme al caporale Mohamed Elsalih inchiesta che ha accertato che i pomodori di Mariano venivano comprati da alcune delle più grandi aziende italiane di trasformazione del pomodoro riportando così all’attenzione dell’opinione pubblica la questione della responsabilità almeno “morale” dei vari operatori della filiera in particolare quella della grande distribuzione organizzata e delle industrie di trasformazione.

L’Associazione No Cap  apprezza l’azione del governo nella ricerca di soluzioni a  questioni fondamentali come quelle relative alla tracciabilità della filiera e alla  ormai manifesta insostenibilità di un modello di sviluppo economico che determina le condizioni del ricorso alla manodopera schiavistica da una parte e dall’altra penalizza i produttori e i consumatori,  attori fondamentali della filiera e privilegia unicamente l’intermediazione parassitaria e la grande distribuzione organizzata. In questo sforzo è necessario prendere atto dei limiti enormi dell’attuale sistema di verifica e certificazione che si rivela totalmente inadeguato a garantire una soddisfacente tracciabilità della filiera, e pensiamo in particolare alla introduzione di una legge sulla certificazione etica della filiera che informi il consumatore finale non solo sull’origine del prodotto, ma anche sulla eticità e sostenibilità dell’intero processo di raccolta, trasformazione ulteriori lavorazioni con particolare riferimento alle condizioni materiali di lavoro delle persone e all’uso razionale delle risorse naturali senza sprechi né inquinamento ambientale.

Associazione No Cap