“Caro Ministro Calenda, paragonare l’Africa alla serie C, così come si evince dalle sue dichiarazioni nell’intervista pubblicata sul Corriere della Sera, è inaccettabile per un personaggio come lei, Ministro della Repubblica,  che dichiara, inoltre, di voler costruire un nuovo soggetto politico. Con questi presupposti quale partito politico vuole far nascere? È una mancanza di rispetto nei confronti di milioni di persone che si sono impoverire perché da secoli, sino ad oggi, classi di elite dominanti, hanno imposto loro politiche caratterizzate da soprusi e violazioni dei diritti perpretrate per mezzo di azioni illecite, illegittime e militari ai soli fini di profitti economici. Lei attraverso le sue dichiarazioni ha offeso anche me, così come tanti altri africani che vivono in questo paese nel rispetto delle regole e contribuendo al suo sviluppo e alla sua crescita economica e culturale. Ci sarebbe da vergognarsi per queste dichiarazioni che non hanno nulla di istituzionale e non appartengono ad una dialettica politica a prescindere dall’orientamento dalla quale provengono. Se poi consideriamo che è stato Ministro di un Governo di centro-sinistra queste sue parole sono da considerarsi davvero offensive; figuriamoci quindi cosa potrebbe esprimere il suo sogno repubblicano. In ultimo, se analizzo le sue esternazioni e la sua politica attuata al Ministero dello Sviluppo Economico nei confronti degli stessi italiani, ed in particolare nei confronti dei cittadini di Taranto e degli operai dell’llva, allora comprendo il perché lei ha serie difficoltà nel comprendere il significato del rispetto deii diritti fondamentali dell’uomo, quando questi sono lesi, ed di conseguenza la condizione sociale degli uomini del continente africano. La politica italiana, sinceramente ed a mio avviso, può fare a meno di un uomo come lei”. Yvan Sagnet
Le prossime saranno elezioni come quelle del 1948, definiranno cioè se l’Italia vuole restare in Europa o finire in Africa. Serie A o serie C“. Carlo Calenda