“Etica del lavoro e sostenibilità ambientale in ogni grappolo d’uva”

Roma 5 ottobre 2020. L’Associazione Internazionale NO Caporalato, il Gruppo Aspiag Despar e il gruppo Megamark di Trani sono i nuovi protagonisti del progetto “Bollino Etico No Cap” che con i suoi 6 disciplinari premia i prodotti delle aziende agricole virtuose e crea servizi di assistenza ai braccianti.

In data 04/10/2020 è partito ufficialmente il programma commerciale di espansione al Nord Italia della filiera etica contro il caporalato dedicata alle donne del progetto internazionale “Donne Italiane braccianti contro il Caporalato”.

Una rivoluzione per un territorio complicato, quello compreso tra il Metaponto e il Sud della Puglia, in cui si stima siano oltre trentamila le donne braccianti potenziali vittime dello sfruttamento e della moderna schiavitù. Questa produzione agricola è stata acquistata da 2 importantissime catene di distribuzione alimentare, che la Rete Internazionale Anti-caporalato NoCap ringrazia per l’impegno e la visione innovativa.

La prima, Aspiag Service S.r.l., concessionaria del marchio Despar Nordest, fa parte del Gruppo internazionale SPAR Austria e aderisce al Consorzio Despar Italia che riunisce tutte le concessionarie del marchio sul territorio nazionale. L’area di competenza di Aspiag Service comprende le regioni Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e le province di Bologna, Ferrara, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ravenna e Mantova.

La seconda, nel centro sud, è Il Gruppo Megamark di Trani, con il Marchio Iamme liberi di scegliere  la realtà leader del Mezzogiorno nella distribuzione moderna con 1,7 miliardi di vendite alle casse nel 2019, oltre 5.500 addetti e più di 500 punti vendita serviti a insegna Dok, Famila, Iperfamila, Sole365 e A&O. Attraverso la Fondazione Megamark promuove iniziative in ambito sociale, culturale e ambientale nei territori in cui opera.

Entrambi hanno contribuito e valorizzato il lavoro delle braccianti con il contributo di tante aziende agricole virtuose, che coinvolge tantissimi produttori di biologico in Italia. La filiera ha acquistato i prodotti senza ribassi, promuovendo e investendo in servizi di trasporto e assistenza in campo, oltre che promuovendo la campagna di comunicazione anti-caporalato nei luoghi di vendita sempre vicino al prodotto e sullo scaffale per creare una tracciabilità del prodotto ed una consapevolezza e informazione per l’utente finale.

Le lavoratrici del territorio coinvolte nel progetto raccoglieranno uva da tavola biologica nelle terre di Ginosa (Taranto), successivamente confezionata nell’impianto di Aba Bio Mediterranea di Policoro (Matera). Sono cinquanta le braccianti agricole pugliesi e lucane, fino a ieri vittime di sfruttamento, coinvolte nella filiera etica per la raccolta di prodotti agricoli prodotti da aziende virtuose che hanno ottenuto ” l’attestazione di rete NoCap” che viene rilasciata dopo delle verifiche e controlli autorizzando i prodotti a ricevere un bollino distintivo. Le braccianti dopo la campagna della raccolta dell’uva da tavola lavoreranno con quella degli agrumi e ortaggi.

Oltre a un contratto di lavoro dignitoso – che prevede 6,5 ore di lavoro e una paga giornaliera di 70 euro lordi (contro le 10 ore lavorative imposte dai caporali per una paga di 30 euro, oltre al costo del trasporto spesso su ‘furgoni della morte’) – le lavoratrici hanno a disposizione quando richiesto e se necessario un alloggio e il trasporto gratuito verso i luoghi di lavoro. Nel progetto, oltre al lavoro con regolare contratto e ai mezzi di trasporto  messi a titolo gratuito dall’associazione internazionale anti-caporalato NO CAP, è importante sottolineare che uno dei mezzi di trasporto, un van a 9 posti, è stato acquistato grazie alla raccolta fondi che ha visto protagonisti circa 250 sostenitori della Rete Internazionale No Caporalato impegnata da anni nel promuovere e valorizzare i diritti dimenticati dei braccianti  Italiani , Europei ed Extracomunitari  e a premiare  le aziende agricole che rispettano la legalità e i diritti dei lavoratori.

“Con questa iniziativa – ha dichiarato Yvan Sagnet, presidente dell’associazione NOCAP – vogliamo innanzitutto ricordare che il caporalato è un fenomeno trasversale che colpisce non solo gli immigrati, ma anche gli italiani, in particolar modo le donne. Assumere 50 donne che fino a ieri erano sfruttate significa tutelare i loro diritti, sottrarre al caporalato il controllo della manodopera e alimentare il circuito del lavoro legale della nostra filiera etica. È chiaro che questo percorso potrà crescere se ciascuno di noi farà la sua parte, a partire dalle scelte di consumo dei cittadini”.

L’associazione internazionale NO CAP è stata creata da Yvan Sagnet nel 2011 successivamente alla prima protesta di braccianti per le condizioni di vita e di lavoro avvenuta a Nardò, in provincia di Lecce. In prima linea per tutelare la dignità e i diritti dei lavoratori, è attiva nella lotta al caporalato, mette l’essere umano al centro rispetta l’ambiente e valorizza i prodotti del territorio.

 

 

Principali Servizi Stampa collegati:

Ansa:

https://www.ansa.it/puglia/notizie/2020/07/28/caporalato-progetto-donne-in-agricoltura-con-filiera-legale_0ee4019a-7b04-4955-9430-a1b171dde7c6.html

Sole e 24 ore:

https://www.ilsole24ore.com/art/braccianti-agricoli-filiera-etica-assume-50-giovani-donne-ADaV0ng

il Fatto Quotidiano:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/07/28/caporalato-50-donne-italiane-sfruttate-assunte-grazie-al-progetto-iamme-per-30-anni-mi-hanno-detto-lavora-asina-questo-e-un-sogno/5881960/

Il Corriere della Sera

https://www.corriere.it/buone-notizie/20_agosto_31/uva-pulita-piu-forte-covid-caporalato-9fb1a5e4-eb9c-11ea-a81e-046321e92fb6.shtml

TGR Puglia :

https://www.youtube.com/watch?v=Sqn_-cz2D6Q&feature=youtu.be